I vantaggi di pagare taxi con carta di credito

Il taxi rappresenta ancora oggi uno dei mezzi di trasporto più utilizzati dalle persone e, se ci si trova in una città grande come Roma, all’interno della quale doversi districare, può essere utile affidarsi ad una società che si occupi dei tuoi trasporti offrendoti un servizio di eccellenza.

Scopriamo insieme quali sono i servizi principali e quali sono i vantaggi derivanti dal pagare taxi con una carta di credito.

Cosa offre il servizio Taxi a Roma.

È importante rivolgersi ad una azienda che operi da diversi anni nel campo del trasporto di persone e che ha l’obiettivo di rimanere sempre al passo con i tempi fornendo, accanto al tradizionale servizio di trasporto mediante taxi, anche alcuni servizi innovativi, come ad esempio i city tour.

Gli spostamenti riguardano non solo il centro urbano della capitale ma anche transfer da e verso l’aeroporto di Fiumicino, o altri scali aerei e ferroviari della città.
L’innovazione nei servizi offerti si può riscontrare innanzitutto con l’introduzione della App per richiedere e prenotare un taxi, attraverso lo smartphone in pochi semplici passi. In automatico, l’applicazione proporrà il veicolo più vicino ma è possibile anche personalizzare la richiesta in base a particolari esigenze che si possono riscontrare.
Ma veniamo ora a uno dei punti più interessanti e cioè il metodo di pagamento che può essere utilizzato.

Pagamento con carta di credito del taxi: i vantaggi.

In tempi non recenti, vi era l’abitudine di pagare in contanti le corse in taxi, lasciando anche una piccola maggiorazione all’autista, a titolo di mancia. Oggi tutto questo non avviene quasi più sui taxi delle principali compagnie, come Samarcanda che ha introdotto su tutte le vetture il pagamento con carte.

Inutile sottolineare come l’introduzione di questa forma di pagamento, oltre a rappresentare un elemento distintivo, si caratterizza anche per il fatto di permettere una serie di vantaggi.

Uno dei primi benefici che porta questo metodo di pagamento è rappresentato dalla velocità con la quale viene effettuato. Basta infatti semplicemente inserire la carta di credito all’interno del POS e in pochi istanti la transazione sarà confermata ed il pagamento eseguito.

Strettamente collegato a questo beneficio vi è poi anche il tema dei resti. Diverse volte in passato sarà capitato che il tassista non fosse in possesso del resto di una banconota, con tutte le difficoltà che questa evenienza potesse portare sia al cliente che all’autista stesso; questo sistema di pagamento va ad azzerare tali inconvenienti.

Il “fattore sicurezza”.

Per il cliente può inoltre essere vantaggioso far sì che gli esborsi avvengano a posteriori, invece che in tempo reale, e non è assolutamente da trascurare il fattore sicurezza, dato che è possibile evitare in questo modo di portare con sé quantità ingenti di denaro e, in caso di smarrimento e furto, è possibile bloccare in tempi rapidissimi le emissioni, cosa che ovviamente è impossibile fare con i contanti.

Rimanendo nel settore della sicurezza, uno dei punti che in questo momento non deve essere ignorato è quello relativo al fatto che non c’è trasferimento di banconote tra le persone; si tratta di un aspetto di non poco conto in un momento in cui c’è una particolare attenzione all’igiene e alla limitazione dei contatti tra le persone.

Infine, il pagamento del taxi con la carta di credito rappresenta indubbiamente un ottimo modo per garantire la tracciabilità della spesa e fare in modo che possano essere documentate facilmente le spese aziendali.

I taxi delle principali compagnie, come ad esempio quelli di Samarcanda 065551 sono al passo con i tempi e a partire dal 2015 hanno sostituito tutti i POS presenti sulle vetture degli associati, con i più moderni POS Contactless che permettono il pagamento del corrispettivo dovuto, se inferiore a € 25,00, semplicemente poggiando la tessera sul dispositivo, senza necessità di dover digitare alcun PIN.

Ulteriori metodi di pagamento sui taxi.

Uno dei principali punti di forza di Samarcanda è quello di essere sempre al passo con i tempi; la dimostrazione è data dal fatto che il pagamento della corsa in taxi può essere effettuato anche con strumenti più moderni attraverso ad esempio l’utilizzo della tecnologia NFC che permette di pagare con Apple Pay, NexiPay e AliPay, o con altri strumenti all’avanguardia come Satispay e Postepay.

Partenza da Civitavecchia. Le compagnie di navigazione italiane.

Il viaggio in nave ha da sempre un fascino legato alla rarità con cui si usufruisce di questo mezzo, uno dei più antichi e, al contempo, uno dei più moderni.

Salpare per raggiungere la meta prescelta per il proprio periodo di relax e di vacanza è un modo per iniziare l’avventura già dal momento in cui ci si stacca da terra. Allo stesso modo chi è costretto a spostarsi per lavoro ha comunque la possibilità di godere, durante il viaggio, di un paesaggio che i tradizionali mezzi su gomma non potrebbero in ogni caso offrire. Il porto di Civitavecchia è senza dubbio uno degli snodi più importanti d’Italia e di tutto il Mediterraneo, la frequenza degli sbarchi e degli arrivi dimostra la vivacità del luogo, animato da attività commerciali, turistiche o legate al mondo degli affari.

Numerose le compagnie Italiane che servono il porto di Civitavecchia, tra queste impossibile non annoverare le italianissime Tirrenia, la Grimaldi Lines e la GNV Grandi Navi Veloci che da anni hanno importanti mete con partenza da Civitavecchia.

Tirrenia

La Tirrenia è originaria della Sardegna ed è stata fondata nel 1990 piazzandosi ormai da oltre due decenni come leader del turismo da e verso la Sardegna. Lo staff è in grado di accogliere passeggeri di qualsiasi nazionalità dando sempre risposte adeguate e pronte alla sua clientela. La flotta, ricca e ben fornita, offre tutte le comodità affinché la vacanza inizi proprio con la partenza.
La compagnia Tirrenia, con imbarco da Civitavecchia, offre numerose rotte con destinazioni in diversi punti del Mediterraneo.

È possibile partire per raggiungere Barcellona con una delle tratte più lunghe che approdano sulle coste della Spagna. La compagnia offre inoltre numerose linee di navigazione verso la Sardegna con approdo a Olbia e ad Arbatax sulla costa orientale dell’isola oppure con arrivo a Cagliari o a Porto Torres sulla costa occidentale.

È inoltre possibile imbarcarsi a Civitavecchia su navi che la Tirrenia predispone per raggiungere un’altra isola italiana: la Sicilia con approdo a Palermo o a Termini Imerese. Tra le tratte più lunghe impossibile non nominare la rotta che dalle coste laziali conduce fino a Tunisi per toccare le sponde di un altro continente.

Grimaldi Lines

La compagnia Grimaldi Lines, di proprietà totale della famiglia Grimaldi, fu fondata nel 1947 ed è ormai diventata una vera e propria multinazionale che si occupa di trasporto marittimo di passeggeri, merci, mezzi di trasporto e container. Attiva da circa sessant’anni si è guadagnata un posto in prima linea nel trasporto marittimo divenendo pioniera delle Autostrade del Mare. Già dai primi anni 50, la compagnia si è occupata dei trasporti fino al Sud America e fino al Nord America.

Oggi il marchio si divide in tre differenti ramificazioni che prendono nomi diversi a seconda della destinazione: la Grimaldi Lines copri le necessità dei clienti nel Mar Mediterraneo, la Minoan Lines segue le tratte da e per la Grecia e Finnlines è il brand scelto per l’attività nel Mar Baltico.
La Grimaldi Lines vanta la flotta più giovane di tutto il Mediterraneo capace di garantire tutti i collegamenti marittimi con i punti di maggiore rilievo di questo importante spazio di mare.

La flotta di cui dispone questa importante compagnia di navigazione è tra le più moderne vantando un’età media delle navi traghetto di soli dieci anni.
La Grimaldi Lines propone oggi numerose rotte con partenza da Civitavecchia e diverse destinazioni tra cui Barcellona, con il tempo di percorrenza previsto tra le venti e le ventuno ore. Sempre con imbarco da Civitavecchia è possibile raggiungere sia Porto Torres, in circa sette ore e quindici minuti, che Olbia in sette ore e trenta – massimo otto ore, il tutto ovviamente può variare in base alle condizioni meteo. Con un tempo di viaggio più lungo dalle diciannove alle venti ore si possono toccare le sponde di Tunisi.

GNV: Grandi Navi Veloci

La società Grandi Navi veloci fu fondata nel 1992 e fa oggi parte del gruppo MSC. Con la sua ricca flotta si è impegnata nella crescita delle linee delle Autostrade del Mare ed ha sempre garantito ai suoi passeggeri qualità ed efficienza nel trasporto marittimo che spesso rappresenta un’alternativa più economica e conveniente rispetto ai trasporti tradizionali, favorendo in buona parte anche il rispetto dell’ambiente veramente provato dall’uso eccessivo di mezzi su gomma.

Il gruppo GNV collega undici porti internazionali e sette nazionali coprendo Sardegna, Tunisia, Sicilia, Marocco, Francia, Albania e Spagna occupandosi di trasporti sia turistici sia legati alla movimentazione delle merci.
Il gruppo GNV Grandi Navi veloci dispone di una ricca flotta che percorre incrociando le sue rotte tutto il Mediterraneo. Con partenza dalla costa laziale di Civitavecchia, è possibile raggiungere molte differenti destinazioni: si può infatti approdare sulle coste siciliane presso il porto di Palermo con un viaggio della durata di circa quattordici ore.

Palermo non è però l’unica destinazione raggiungibile, è infatti prevista la possibilità di sbarcare anche a Termini Imerese sempre nella stupenda Isola del Sud Italia. Scegliendo destinazioni differenti dal territorio italiano si può optare per la città di Tunisi con un viaggio della durata dalle due alle tre ore che prevede uno scalo a Palermo oppure si può preferire la rotta con destinazione Olbia che in meno di sette ore porta i suoi passeggeri a godere delle bellezze della meravigliosa isola. La compagnia accetta animali domestici che possono viaggiare a bordo dei traghetti insieme ai loro padroni e prevede tariffe vantaggiose per nativi e residenti di Sicilia e Sardegna o per gruppi particolarmente numerosi di minimo quindici persone.

Vi ricordiamo che è possibile recarsi a Civitavecchia comodamente ed in sicurezza con i nostri taxi. La prenotazione e l’acquisto stesso del viaggio può avvenire online.

Tour virtuale dei luoghi di Gigi Proietti

Lunedì 2 Novembre 2020, esattamente nel giorno del suo ottantesimo compleanno, si è spento il grandissimo Gigi Proietti, lasciando l’Italia intera orfana di uno dei più grandi attori del nostro tempo.
Lo piange l’intero mondo dello spettacolo, così come tutta la gente comune che lo ha amato immensamente; e lo ricorda la sua amatissima Roma, città natale e testimone dell’intera vita di un vero e proprio pilastro.

Lunga e brillante è stata la carriera di quest’uomo amato davvero da tutti.
Per onorare la memoria del Maestro abbiamo immaginato di visitare i luoghi che gli erano stati più cari; un tuffo nel cuore di Roma, un omaggio ad un romano DOC.

Prima tappa: Via Giulia

Nonostante Gigi Proietti non potesse ricordare questo luogo, rimarrà per sempre uno dei luoghi cardine della vita di questo immenso mattatore, è proprio qui, in una piccola traversa di una bellissima strada romana, infatti, che Gigi si è affacciato al mondo. La prima vera strada rettilinea di Roma trasuda storia e magia, un vero e proprio tuffo nel passato, una strada importantissima per la città, esattamente come Proietti che qui nacque, il 2 Novembre 1940.

Tufello

Questo quartiere, popolare e pittoresco, ricco di vita, movimentato, è stato uno dei luoghi in cui il Maestro ha vissuto. Per la prima volta, qui, si è approcciato con quella che era la vera romanità, il dialetto, la gente chiassosa. Qui tutti sono orgogliosi di essere romani, qui essere romani è motivo di vanto, qui vive gente verace. Chiunque racconta con orgoglio che in questo quartiere, poco turistico e molto poco somigliante ai quartieri “in”, visse Gigi Proietti, è qui che conobbe la vita di quartiere, l’oratorio con suo parroco che era punto di riferimento per intere generazioni di giovani.

Il Tevere

Il lungo Tevere è sempre stato uno dei simboli di Roma per eccellenza, amato da tutti i romani, Proietti era solito parlarne con grande nostalgia, ricordando il periodo in cui il fiume era un luogo vissuto, quando vi si poteva nuotare, quando i barconi erano usati e amati dai romani per vivere le sponde del fiume come vere e proprie spiagge a 2 passi dal mare.
Proietti, come la maggior parte dei romani della sua generazione, aveva adorato quella Roma, quel fiume, la spensieratezza delle domeniche passate a fare il bagno ed a prendere il sole sui barconi affollati di gente serena e spensierata.
Proietti, per sua stessa ammissione, viveva con grande nostalgia il ricordo di quei momenti, di quella spensieratezza, di quell’aria che si respirava nella Roma di quei tempi.

Fermiamoci ora al Teatro Tenda di Piazza Mancini

Era il 1976, il Teatro Tenda e Roma intera, stanno per fare i conti con colui che di lì a poco conquisterà il cuore degli italiani e forse del mondo intero.

A me gli occhi, please“, questo il titolo dello spettacolo che si tenne quell’anno per la prima volta, un giovane Gigi Proietti, con la sua carica e la sua energia, propone il suo primo vero spettacolo teatrale come One Man Show. Un genio che non restò indifferente, un attore destinato ad una carriera lunghissima, una bravura che sopravviverà nel cuore degli italiani. Più di altri, questo luogo emoziona pensando al Maestro, è qui che un omone alto e ambizioso, ha dato inizio ad una tradizione teatrale e cinematografica più unica che rara. È qui che Gigi Proietti inizia il suo cammino verso la leggenda.

Punto di arrivo: Teatro Brancaccio

Il punto di arrivo per questo viaggio deve necessariamente essere il Teatro Brancaccio. Questo luogo ha conosciuto il Proietti amato da tutti, di questo teatro è stato direttore artistico; ha amato questo teatro come fosse un figlio, una sua creatura, una sua responsabilità. Possiamo solo immaginare il dolore che ha potuto provare quando, a causa della pandemia, il Teatro ha dovuto abbassare la saracinesca fino a data da destinarsi.
Ed eccolo lì, sorridente come sempre, istrionico, che appare il volto sornione di Gigi Proietti dipinto su quella saracinesca abbassata. Il simbolismo legato a quell’immagine, il fatto che Gigi sia sotto gli occhi di tutti, che sorrida ad una Roma sofferente, sembra proteggere il “suo” teatro, sembra volerlo salvaguardare in attesa di tempi migliori.
Sarà doloroso veder riaprire quella saracinesca e non sentire il suo inimitabile vocione all’interno, sarà triste sapere che non sarà presente quando il mondo ricomincerà a respirare.

Vi farebbe piacere ripercorrere con noi il tour dei luoghi di Gigi Proietti? È sufficiente scriverci a info@samarcanda.it e possiamo organizzarlo per voi.

 

Il modo più sicuro per spostarti? Il taxi!

La situazione sanitaria dovuta al Covid19, ha stravolto completamente le nostre abitudini, lavorative, sociali e nel modo di spostarsi.

Anche il mondo taxi, duramente colpito da questa situazione, si è trovato ad affrontare molti cambiamenti.

Non è mancata però una pronta risposta. Samarcanda infatti, già da fine febbraio si era organizzata con la possibilità di igienizzare con ozono le proprie vetture. Servizio tutt’ora in funzione e che è uno degli standard di servizio del nostro parco auto. Durante il lockdown, assieme a Wetaxi, abbiamo garantito i servizi di consegna beni di prima necessità e continuato il nostro servizio gratuito “Taxi Solidale“.

Tutti gli autisti indossano mascherine, incoraggiano i pagamenti contactless e sono dotati di igienizzanti a bordo taxi. In più quasi il 70% della flotta ha montato un divisorio in plexiglas: al momento della richiesta auto è possibile farne richiesta direttamente agli operatori.

In più, proprio per far fronte all’emergenza sanitaria, Samarcanda ha esteso il proprio servizio di prenotazione a qualsiasi destinazione.

Il posto accanto al tassista dovrà restare vuoto, e per le persone non conviventi si dovrà seguire lo schema come segue:

distanziamento in taxi

Attualmente, il taxi è uno dei mezzi più sicuri per gli spostamenti in città e non solo. I nostri autisti sono pronti ad accoglierti con la consueta professionalità e rispettando tutte le norme di sicurezza.

Prenota subito un taxi Samarcanda allo 065551 e porta con te la tua mascherina, per tutelare la tua salute e quella degli altri.

A bordo sono accettate tutte le carte di credito, bancomat, Satispay, Alipay, PostePay e i pagamenti tramite NFC del telefono.

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La nascita del Milite Ignoto

Sapevate che l’altare della patria è il primo monumento al Milite ignoto d’Italia e rappresenta i militari morti in guerra di cui non sono mai stati ritrovati i corpi. Tale usanza si diffuse in tutto il mondo, soprattutto dopo la Prima Guerra Mondiale. La proposta, nel nostro paese, venne avanzata dal colonnello Giulio Douhet che propose il Pantheon a Roma, ma l’idea venne rigettata, per scegliere il Vittoriano o a Piazza Venezia, già molto criticato per le sue dimensioni tronfie, che in questo modo rivestì un ruolo solenne e rispettato.

E’ considerato l’omaggio più alto dello Stato Italiano verso i caduti per le guerre. Ma chi è “il Milite ignoto”? Venne scelta una delle salme su undici da Maira Bergams (di un paese vicino Trieste), mamma di Antonio Bergamas, volontario irredentista che disertò l’esercito austroungarico per unirsi a quello italiano (a tal proposito vi consigliamo l’ascolto del monologo teatrale “Cenere e Ombra” andato in onda su Radio Rai 3 qualche anno fa), morto in combattimento e il cui corpo non venne mai ritrovato.  La cerimonia fu nella basilica di Aquileia. Da qui il 29 ottobre 1921 partì il convoglio guidato da una locomotiva a vapore che passo molto lentamente attraverso le città della penisola, così da permettere alla popolazione di porgere il proprio omaggio, per giungere a Roma il 2 novembre nella basilica di Santa Maria degli Angeli fino al 4 mattina dove fu tumulata alla presenza di Vittorio Emanuele II. La cripta attuale che ospita la salma è stata costruita con pietre provenienti dalle aeree dove si combatté la Prima Guerra Mondiale (come il Monte Grappa).

 

 

 

Il progetto “Samarkandiana”

Lo scorso 18 ottobre è stata la giornata in cui si festeggia la fondazione della città di Samarcanda, in Uzbekistan, per il suo 2760 esimo anno. Città quasi coetanea di Roma, e per questo infatti venne chiamata la “Roma d’Oriente” o la “Perla d’Oriente”. Uno dei motivi che nel 1992 portò gli undici soci fondatori a scegliere questo nome per la nostra cooperativa, ha radici proprio in ciò che rappresentava la città uzbeka.

Il progetto “Samarkandiana” nasce nel 2014 dal volere dell’Accademia statale di cultura e arti di Samara e la Samara Society for cultural studies, pubblicando il libro “A Concise Encyclopedia of Foreign Samarkandiana: Culture Linking the World“, in cui è possibile trovare informazioni dettaglia su tutte le tracce di Samarcanda lasciate in diversi paesi. Si tratta di segni, indizi e testimonianze che possono includere la patronimia dei cognomi, le denominazioni e le storie degli insediamenti. Il libro documenta tutto ciò che si connette al nome “Samarcanda” e illustra un’ampi collezione di artefatti collegata ad essa provenienti da tutto il mondo.

Per questo siamo stati intervistati sulla scelta di chiamare la nostra cooperativa “Samarcanda”.

L’intervista originale la trovate a questo link, mentre la traduzione dell’uzbeko la potete leggere qui di seguito :

Il progetto enciclopedico “Samarkandiana” continua il suo lavoro. Attraverso interviste a persone interessanti, facciamo conoscere ai nostri lettori vari oggetti di Samarcanda straniera in diverse parti del mondo. Oggi, dalla Città Eterna, risponde alle nostre domande la Dott.ssa Renata Altobelli, responsabile del reparto marketing dell’azienda italiana Taxi Samarcanda 065551. Scrive: “Grazie per averci contattato. Siamo molto felici di leggere del tuo progetto “Samarkandiana” e sarebbe un onore per noi prenderne parte. Oggi siamo una delle poche compagnie di taxi conosciute più per nome che per numero di telefono … ”.

Dottoressa Altobelli, può raccontare un po’ ai nostri lettori del taxi di Samarcanda.

– Samarcanda Radio Taxi nasce nel 1992 con l’intento di rinnovare e migliorare il mondo dei taxi. La nostra cooperativa è composta da 350 tassisti e 20 dipendenti. Tutti i nostri veicoli sono di segmento medio-alto con una vita massima di 5 anni, con metà della nostra flotta di veicoli ibridi o EV. Il cambio periodico dei veicoli, ci permette di avere sempre auto a basso impatto ambientale ed elevati standard di qualità e comfort.

Il nostro simbolo è un albatros che vola verso l’orizzonte e spendiamo tutte le nostre energie per raggiungere nuovi obiettivi. La nostra cooperativa offre una struttura aziendale orientata al cliente e i suoi membri possono usufruire dei vantaggi della cooperativa e di un efficace servizio interno di self-help.

– Perché la cooperativa Samarcanda si presenta come un radio taxi?

– La parola “Radio” si riferisce a un servizio tecnologico: puoi effettuare una telefonata, oppure inviare messaggi tramite WhatsApp o Telegram, oppure utilizzare un’apposita applicazione per chiamare un taxi. All’inizio abbiamo usato un vecchio trasmettitore radio. Nel 1996, siamo diventati la prima compagnia di taxi in Europa a utilizzare un sistema di localizzazione GPS per gestire le chiamate dei taxi. La tecnologia è cambiata, ma il termine è rimasto.

Come è nata l’idea di chiamare la cooperativa “Samarcanda”?

– La scelta del nome non è stata casuale: la magnifica città di Samarcanda rifletteva bene l’idea dei nostri undici soci fondatori della cooperativa. Dopo tutto, Samarcanda era conosciuta nell’antichità come la “Roma d’Oriente”, come un luogo attraente per viaggi meravigliosi ed emozionanti. Crocevia di intensi scambi commerciali, è sempre rimasta un ottimo esempio della pacifica convivenza di razze, religioni e costumi molto diversi tra loro. Cogliere le opportunità culturali e di mercato richiede coesistenza pacifica, apertura, diversità ed efficienza nella produzione. Il radiotaxi di Samarcanda è, infatti, un percorso di miglioramento continuo.

– I membri della tua cooperativa sono stati a Samarcanda? In caso affermativo, quali sono state le tue impressioni?

– Per quanto ne so, nessuno dei nostri autisti è ancora stato a Samarcanda. Sfortunatamente neanche io, ma il progetto di visitare Samarcanda è in cantiere da diverso tempo.

– Come immagini Samarcanda? Cosa significa Samarcanda per te?

– Samarcanda è un esempio di pacifica convivenza e di come può portare prosperità, ricchezza e bellezza. Per noi romani questa città è il nostro “alter ego” d’Oriente.

– Non posso ignorare un argomento così delicato come una pandemia. Ovviamente, abbiamo iniziato a guardare molte cose in modo diverso. Il mondo sta cambiando. In che modo le restrizioni anti-virus hanno influenzato le attività del radiotaxi di Samarcanda? In che modo la pandemia ha cambiato la tua visione del mondo? 

– Le conseguenze della diffusione del COVID-19 hanno colpito duramente il nostro lavoro, che si basa sui viaggi di lavoro e turismo. Come può immaginare, abbiamo incontrato grandi difficoltà. Ma anche in questo caso abbiamo saputo rispondere velocemente al problema, adattando i nostri servizi alla situazione attuale e mettendoci al servizio della società. Infatti, durante il periodo di quarantena, abbiamo consegnato spesa e medicine alle persone che non potevano uscire, soprattutto persone immunodepresse. Abbiamo accompagnato gratuitamente i medici che hanno lavorato negli ospedali, ed erano in prima linea nella lotta contro il virus. Abbiamo continuato a svolgere il nostro servizio Taxi Solidale. Creato nel 2017 da 50 tassisti Samarcanda, attualmente è gestito dall’intera cooperativa. Questo servizio fornisce un accompagno gratuito agli ospedali pubblici, per le fasce deboli della popolazione romana.

Il nostro lavoro è cambiato molto. Nel contatto quotidiano con le persone, vediamo e sentiamo loro e la nostra paura. Chi preferisce utilizzare un taxi perché ha paura di salire sui mezzi pubblici, ma ha limitate possibilità economiche; chi riprende a muoversi, come prima della quarantena, ma con maschere e tutti i prodotti per l’igiene, osservando una distanza sociale. Ci auguriamo che questa emergenza abbia aiutato a capire che siamo tutti connessi e siamo tutti più vicini di quanto pensiamo. Ci auguriamo sinceramente di poter uscire in sicurezza da questa emergenza.  

Quali sono i tuoi desideri per la gente di Samarcanda e di tutto l’Uzbekistan?

Non vediamo l’ora di incontrarvi presto nella vostra bellissima città e vi aspettiamo a Roma, sperando di poter iniziare un gemellaggio insieme. In bocca al lupo per il tuo meraviglioso progetto “Samarkandiana!

– Grazie, dottoressa Altobelli, per l’interessante conversazione e invito a Samarcanda.

Anatoly IONESOV,

autore dell’enciclopedico

progetto “Samarkandiana”

Samarcanda radiotaxi per il progetto Samarkandiana

Villa Medici- Accademia di Francia

Indirizzo: viale della Trinità dei Monti 1

Zona: Pincio

Epoca:: 1666

Villa Medici è uno di quei posti molto spesso ignorati dal turismo “mordi e fuggi”, ma che può regalare delle magnifiche sorprese, tra cui i magnifici giardini, la meravigliosa vista che si può godere da qui e le stanze con affreschi affascinanti.

La sua storia risale al tempo di Messalina, quando nella zona sorgevano gli Orti Luculliani. Abbandonata con la caduta dell’Impero, la zona suscitò interesse a metà del 1500 come vigna, finchè nel 1576 fu acquisita dal cardinale Ferdinando de’ Medici. Per più di 150 anni la villa fu uno dei luoghi più mondani di Roma, sede degli ambasciatori del Granducato di Toscana alla corte papale. Vi soggiornò anche Galileo Galilei, più o meno contro voglia durante il suo processo all’Inquisizione. Nel XVIII secolo, finita la dinastia dei Medici, la villa venne acquistata dai Lorena, i quali la spogliarono di tutte le collezioni d’arte lì presenti per radunare tutte le opere medicee a Firenze. In questo secolo, l’edificio cadde in disuso fino al 1803, anno in cui venne acquistato da Napoleone il quale vi trasferì l’Académie de France à Rome, tutt’ora attiva e punto di riferimento culturale tanto per Roma quanto per la Francia.

La villa è visitabile tramite prenotazione con guida sul sito https://www.villamedici.it/

 

Rione Trastevere – Scopriamo Roma

E’ il XIII rione di Roma ed è uno dei più grossi.

Il nome indica la posizione geografica, “al di là del Tevere” (dal latino trans Tiberim). Questa zona inizialmente contesa con gli Etruschi, era considerata strategica per via del controllo della zona dell’isola Tiberina e l’accesso al porto fluviale. Di fatti, una volta annessa alla città di Roma durante l’Età Repubblicana, venne abitata soprattutto da coloro che avevano attività legate al fiume, oltre che luogo dove venivano messi gli schiavi liberati provenienti dall’oriente, soprattutto ebrei. Mentre in età imperiale vediamo il sorgere di numerose ville (in particolare ricordiamo Villa Clodia di un’amica di Catullo e la villa di Caio Giulio Cesare detta Horti Caesaris di cui rimane il nome della via).

Era collegata alla Città tramite il ponte Sublicio e, una volta edificate le Mura Aureliane, una porzione soltanto venne lasciata fuori, includendo però di fatto Trastevere all’interno della nuova cinta muraria. Nel Medioevo sorsero numerose torri di guardia a difesa della città, volute dalle famiglie nobiliare. Si può dire che a parte alcune opere di rifacimento stradale (la pavimentazione è del XV secolo a opera di Sisto IV), il rione rimase immutato fino al 1800, quando Pio IX vece sorgere nella zona di piazza Mastai la Manifattura dei Tabacchi.

Nuovi miglioramenti si vedranno con l’edificazione dei muraglioni del Tevere tra la fine del XIX e inizio XX secolo.

Trastevere è famosa anche per essere abitata dai mazzamurelli (mazza= colpo, murello= mura dalla abitudine di battere contro le mura di una casa per manifestarsi): spiriti capricciosi, folletti della casa. Fanno così parte della storia di questo rione da avere anche una via a loro dedicata. Adesso sappiamo che i mazzamurelli sono il genius loci degli antichi romani, coloro che proteggevano l’individuo nella religione arcaica. Uno spirito buono che nasce con la persona e lo accompagna nel corso della sua vita. Col tempo il genius è divenuto anche protezione di un popolo, città o un luogo. Potrebbero essere equiparati ai moderni “angeli custodi”.  Questi venivano dipinti anche sui muri, con la speranza che venissero protetti dallo sporco.

Lo stemma è una testa di leone d’oro su sfondo rosso che, pare, simbolizzi i cristiani uccisi nelle arene (il rosso simboleggia il sangue versato). Secondo un’altra chiave di lettura il leone è il simbolo della forza e la fierezza dei trasteverini che, a distanza di tanti secoli, ancora contraddistingue gli abitanti di questo magnifico rione.

 

Se vuoi avere una vista “insolita” su Roma e osservare Trastevere dal Gianicolo, scopri il nostro Taxi City Tour “Unusual Rome”.

I colori dei Taxi del mondo

Oggi il taxi può essere facilmente riconosciuto grazie alla presenza dell’insegna luminosa sopra il tetto della vettura con la scritta taxi. Il colore delle auto utilizzate in questi anni è il bianco anche se in passato sono statti utilizzati altri colori. Ecco una breve guida in merito alle colorazioni dei taxi e il suo cambiamento nel corso del tempo. Infatti devi sapere che il bianco che puoi vedere per le strade oggi è solo l’ultimo dei colori scelti per i taxi. In questo viaggio attraverso la storia si parte dalle origini per passare poi al periodo degli anni ’70 per arrivare ai giorni nostri.
Scopri le curiosità relative a queste auto presenti in tutte le città italiane e del mondo.

I colori dei taxi: Verde-nero, giallo e bianco

I taxi nacquero in Germania alla fine del 1800 quando venne l’idea di impiegare l’automobile per offrire ai cittadini un servizio pubblico di mobilità. In pochi anni questa pratica si diffuse in tutto il mondo e infatti a New York venne fondata la prima società del settore. Per rendere le auto più riconoscibili vennero dipinte di giallo. Negli anni ’40 l’avvento della radio portò grandi miglioramenti nel servizio diventando uno strumento fondamentale per i taxi. In origine i taxi presentavano una colorazione bicolore nera e verde. Nel mezzo era presente una striscia che separava i due colori. Questa presentava dei colori diversi a seconda del comune di appartenenza. Quindi ad esempio nel caso di Roma la linea centrale era giallo e rossa. Le ragioni per cui venne scelta questa colorazione sono da ricercare nell’ideologia fascista. Infatti ciò si evince dalla scelta di questi colori da parte dello stesso Mussolini per la realizzazione delle divise dei giovani Balilla. Una legge degli anni ’20 impose ai taxi di avere questa determinata colorazione.

Il colore dei taxi negli anni ’70

Il nero-verde rimase in uso per diversi anni dopo la caduta del regime fascista. Infatti devi sapere che il nuovo codice della strada italiano degli anni ’70 liberalizzò la scelta del colore dei mezzi pubblici. Molti optarono per la scelta del giallo riferendosi a quelli utilizzati negli Stati Uniti. Sono infatti famosissimi quelli ad esempio della città di New York. Il motivo della scelta del colore è da ricercare nel fatto che rendevano più facile e immediata l’individuazione del veicolo nel traffico. Ma la scelta si rivelò presto sbagliata per diversi motivi. Per prima cosa i tassisti erano costretti a pagare di con i propri soldi la verniciatura del veicolo in quanto il giallo non era un colore di serie. Inoltre al momento della vendita la macchina aveva meno appeal in quanto quel coloro era principalmente identificato appunto con il taxi. Nel 1993 entrò in vigore in Italia una legge che impose a tutti i tassisti operanti sul suolo italiano di acquistare una macchina di colore bianco nel momento in cui si intendeva sostituire il proprio veicolo. C’è ancora qualcuno che non ha venduto il proprio vecchio mezzo e per questo motivo in città come ad esempio Milano può capitare di vedere circolare taxi di colore giallo.

Porto di Civitavecchia: un viaggio tra la storia, le rotte e turismo romano

Civitavecchia è un tutt’uno con il suo porto e con le sue origini romane. Da sempre è il porto da dove gli antichi romani iniziarono le proprie traversate che li portarono a dominare tutto il mondo conosciuto. Nei secoli ha strutturato una vocazione turistica.
Civitavecchia nasce come porto della Roma eterna, oggi è un sito turistico, ricco di storia e di spunti suggestivi che meritano di essere approfonditi soffermandosi qualche ora in più, prima di una partenza o semplicemente dedicando alla città una visita.

Il porto di Civitavecchia nella storia

Il porto di Civitavecchia, voluto dall’imperatore Traiano cento anni dopo la morte di Cristo, è lo scalo marittimo di Roma. Ha rappresentato la grandezza della Città eterna che seppe espandere i suoi confini e testimoniando la sua forza sui mari, dominando e approdando su tutti i lidi del mare chiamato “Nostrum”.
Il porto fin dai tempi classici, è il punto di partenza e di arrivo degli scambi commerciali di Roma, ma è anche l’hub marittimo per il turismo.

Luoghi da visitare a Civitavecchia

Civitavecchia è una città conosciuta per la sua vocazione portuale e meno come attrattore turistico, è invece una meta interessante dal punto di vista storico, grazie alle sue contaminazioni ricevute nei secoli, ha una vitalità culturale e uno scenario paesaggistico di notevole pregio.
La cittadina è la metà di approdo di crociere, molti sono i visitatori in transito che per poche ore la visitano, anche se il centro meriterebbe una maggiore attenzione per le sue numerose attrazioni di pregio culturale e artistico.

I siti di pregio che meritano una visita

Il Porto turistico Riva di Traiano

Il porto è l’icona identitaria della città, la sua importanza nei secoli cresce con l’aumentare dei traffici sul suo scalo marittimo, forte della sua posizione strategia al centro della penisola e vicino a Roma.
Ancora oggi è possibile ammirare il progetto e le linee volute dagli antichi romani. Si possono, infatti, intravedere le suggestive forme che diedero vita alle rotte che gli antichi popoli seguirono per partire e arrivare sulla penisola. Lo scenario è incantevole, soprattutto di sera con il brillare delle luci e delle stelle, nelle sue prossimità si possono visitare l’Antica Rocca medievale e la Fontana del Vanvitelli.

La Piazza della Vita

È il centro nevralgico di Civitavecchia, è un brioso agorà dove si muove la movida locale, animata da viaggiatori e turisti con numerosi locali, ristoranti, bar e caffetterie presenti. Tutti gli eventi, le sagre e le manifestazioni organizzate, trovano la giusta collocazione nella piazza. Quest’ultima è il cuore della cittadina, si deve visitare, imbattendosi così facilmente in un evento coinvolgente, organizzato in tutti i periodi dell’anno.

I principali siti religiosi

Civitavecchia ha subito la sua vicinanza con la città eterna e nel suo centro non mancano i mirabili esempi della grandezza papale. Le chiese sono numerose e di pregio, grazie ai grandi artisti che hanno dato un esempio delle loro maestria al loro interno.
La grande Cattedrale dedicata a San Francesco D’Assisi, è un sito mirabile dal punto di vista architettonico, tornato agli splendori dopo un restauro della metà del XX secolo.
Il Santuario della Madonna di Pantano, ha un grande significato iconico, in quanto si conserva, al suo interno, la statua che avrebbe lacrimato sangue, ed è meta costante di devoti e curiosi.

La vocazione termale

Civitavecchia era il porto dei romani ma anche una delle mete preferite per soddisfare la vocazione termale degli antichi abitanti dell’urbe.
Le Terme di Traiano, portano ancora oggi il nome dell’imperatore che le volle fortemente. È una rappresentazione plastica della grandezza dell’antica Roma, ancora oggi s’intravedono le straordinarie testimonianze archeologiche dello storico sito termale.
Le Terme della Ficoncella, sono ancora attive e danno la possibilità ai visitatori di utilizzare le proprietà delle sue antiche acque e per rilassarsi vicino a Roma.

Collegamenti, tratte, traghetti e autostrade del mare

A Civitavecchia arrivano milioni di turisti ogni anno tramite traghetti, navi da crociera, imbarcazioni da diporto e con la rete dell’“autostrada del mare”.
La città laziale è l’approdo e il punto di partenza per tutte le navi da crociera più importanti e da suoi scali partono i traghetti per le isole del Mediterraneo e anche per gli approdi della Spagna, Malta e per il Nord Africa.
Il porto oggi è diviso in due gradi aree, a nord c’è il polo dedicato agli scambi commerciali, al cabotaggio o alla pesca, mentre a sud approdano le imbarcazioni con finalità turistiche, come navi da crociera, traghetti e diportisti.
Escludendo gli approdi turistici e le crociere, il porto di Civitavecchia collega la penisola con Cagliari, Olbia, Arbatax, Porto Torres, Palermo, Trapani, Catania, Malta, Barcellona, Tunisi (con collegamento diretto) e Tripoli.

Come arrivare al porto di Civitavecchia da Roma

Per raggiungere da Roma il porto di Civitavecchia, uno dei migliori servizi presenti è quello offerto dal nostro Transfer Porto di Civitavecchia.
I nostri Taxi Samarcanda, infatti, grazie a specifici corsi sostenuti dai driver e autorizzazioni ottenute, possono portare i passeggeri fin sotto l’imbarco della nave e prenderli per il viaggio di ritorno in caso di approdo.
Arrivare a Civitavecchia da Roma è davvero comodo grazie ai nostri taxi, in quanto si arriva fin sotto l’imbarco e il viaggio è rilassante e pieno di comfort fin già dall’inizio.
Puoi acquistare il transfer porto di Civitavecchia online sul sito, registrandoti al link: https://065551.it/registrati: il prezzo è fisso, potrai pagare con carte di credito o debito (se abilitata agli acquisti online)..
Subito dopo la registrazione inserisci l’indirizzo di partenza, il giorno e l’orario e ricevi circa 15 minuti prima dell’arrivo del taxi, con sms, la sigla del mezzo. Nella prenotazione devi indicare il numero esatto di passeggeri e delle valigie, per i trasfer da Civitavecchia a Roma è necessario riportare anche il nome della nave per consentire al tassista di aspettarti sotto l’imbarco corretto.
Il servizio è coperto dentro Roma e anche fuori dal GRA in un raggio di 5 km circa.