La torre delle scimmie- Scopriamo Roma

Indirizzo: via dei Pianellari 31

Zona: Centro storico (Rione Colonna)

Epoca:: XVI secolo d.C.

Sulla sommità della Torre dei Frangipane è posta una madonnina, a ricordo di una disgrazia sfiorata.

Nel XVI secolo, gli allora proprietari della torre, possedevano una scimmia che rapì il loro piccolo di pochi mesi, trasportandolo sulla cima con urla e sberleffi. Solo dopo molti tentativi e molte preghiere e un voto alla Madonna, la bestia rispose al richiamo riportando a terra il bimbo che rimase fortunatamente illeso.

Da allora, la torre prese la denominazione di Torre della scimmia e sulla cima fu posta, a ringraziamento, una statua della Vergine affiancata da una lampada sempre accesa.

 

Immagine: Acquarello di Ettore Roesler Franz – Fine ‘800

Una fontanella per i cani- Scopriamo Roma

Indirizzo:via Vittorio Veneto

Zona: Centro Storico

Epoca:: 1940 (circa)

Presso l’ingresso del bar pertinente all’hotel Ambasciatori, si trova questa piccola e singolare fontana, dedicata agli amici quadrupedi. L’edicola in travertino, costruita intorno al 1940, reca un bassorilievo con il cane e la sigla ABC (vecchio appellativo dell’attiguo ritrovo). Era stato voluto dal barman, dell’allora famoso locale, per i suoi due grossi cani soprattutto per le esigenze estive. Dotata persino di illuminazione, rese anche un utile servizio per i cani di passaggio.

Il ponte (scomparso) del Soldino- Scopriamo Roma

Indirizzo: Attualmente Ponte Amedeo d’Aosta

Zona: Centro storico (Rione Ponte)

Epoca:: 1863

L’elegante ponte, costruito da un’azienda francese nel 1863, costituiva una novità e un ardimento tecnico per il suo tempo. Aveva una struttura in ferro e un piano sospeso in tavole di legno, sorretto da tiranti.

Collegava la sponda destra del Tevere con San Giovanni dei Fiorentini, da cui prendeva il nome, ma era anche detto “del soldino” per via del pedaggio di un soldo che si era tenuti a pagare nell’attraversarlo.

Sopravisse alla costruzione dei muraglioni di fine ‘800, anche se fu necessario riadattarlo. Venne però poi demolito nel 1941, per consentire i lavori di costruzione del Ponte Amedeo d’Aosta.

“Fritto misto” a piazza Vittorio- Scopriamo Roma

Siamo in Piazza Vittorio e non parleremo di gastronomia ma di questa scultura un po’ confusionaria. Nel 1911, l’autore Mario Rutelli l’aveva posta al centro della Fontana delle Naiadi, nella vicina Piazza della Repubblica. Si andava ad unire alle Ninfe, sempre da lui realizzate 10 anni prima, che portarono scompiglio perché giudicate troppo osé. Composta da tre figure umane, un delfino ed un polpo, fu definita sarcasticamente dai romani “Fritto misto di Termini”.

Il parere popolare contava ancora qualcosa, visto che l’anno seguente, l’artista fu costretto alla sostituzione con quella del Glauco.

La festa del Sol Invictus

Indirizzo: n.p.

Zona: Palatino/Quirinale

Periodo: III secolo d.C.

 

Con l’entrata ufficiale dell’inverno coincidono tantissime festività per cui il Natale in realtà è celebrato da numerose religioni e culture. Nato in Egitto e Siria, il culto prevedeva, la notte tra 24 e 25 dicembre che i sacerdoti annunciassero che la Vergine aveva partorito il Sole, che raffigurava la vittoria della luce sulle tenebre.

Nell’antica Roma tale festa comparse con l’imperatore Eliogabalo (sebbene ve ne siano tracce già con Caracalla) il quale gli dedicò un tempio sul Palatino (Elagabalium si trovava nella parte nord-occidentale e venne costruito tra il 218 e il 222), il quale, in epoca repubblicana, era la sede di molti culti a Roma. Verso la fine del III secolo (intorno al 274 d.C.), l’imperatore Aureliano riprese tale culto grazie anche all’aiuto mostrato da Emesa (città della Siria) in guerra. Trasferì i suoi sacerdoti del Sol Invictus presso il Quirinale. Aureliano, infatti, aveva notato come il culto del sole fosse presente nelle tante religioni presenti nell’Impero Romano e volle dare importanza a questo culto per migliorare la coesione delle regioni dell’Impero.

 

Piazza Navona- Scopriamo Roma

Indirizzo: Piazza Navona

Zona: Centro Storico

Epoca:: I secolo d.C.

Piazza Navona ricalca la forma dello Stadio romano, voluto dall’imperatore Domiziano nell’85 d.C.

Questo ospitava esclusivamente gare di atletica, da cui deriva il nome originale di Piazza in Agone (dal greco agones, “giochi”).

L’attuale assetto barocco è dovuto a Papa Innocenzo X Pamphilj, che alla metà del ‘600, fece risistemare la piazza insieme al palazzo di famiglia (oggi Ambasciata Brasiliana). I lavori furono affidati a grandi artisti dell’epoca: Rainaldi si occupò di Palazzo Pamphilj ma anche della chiesa di Sant’Agnese in Agone, portata a termine poi da Borromini, mentre la fontana dei Fiumi sulla quale è innalzato un piccolo obelisco, fu realizzata da Bernini.

Altre due belle fontane adornano la piazza che ospitò dal 1478 il mercato cittadino, poi trasferito nel 1869 a Campo de’ Fiori.

Oggi la piazza ospita ottimi ritrattisti e caricaturisti e spesso vi si esibiscono artisti di strada.

Nel periodo natalizio, bancarelle tradizionali affollano la piazza offrendo dolciumi, giocattoli e statuine per il presepe.

L’obelisco Vaticano- Scopriamo Roma

In alcune situazioni bisogna prendere una decisione in un attimo.

Era il 10 settembre 1586 e si stava per concludere la difficile operazione di spostamento dell’Obelisco Vaticano. Erano occorsi 4 mesi per portare qui il monolite alto 25 metri e pesante 350 tonnellate che si trovava originariamente dietro la Basilica Vaticana. Il lavoro, che presentava grandi difficoltà, era stato affidato a Domenico Fontana che stava utilizzando impalcature, argani e carrucole impegnando 800 uomini e 140 cavalli. Durante l’operazione papa Sisto V aveva ordinato il silenzio assoluto e a monito era presente sulla piazza la forca con il boia.

Quando però il capitano di Marina, Benedetto Bresca, vide le funi allungarsi pericolosamente girdò con tutto il fiato che ha in gola: “Acqua alle funi” sapendo che le corde di canapa si accorciano se vengono bagnate. Bresca venne subito arrestato ma grazie al suo consiglio l’obelisco fu salvo.

Ovviamente il papa invece di punirlo gli concesse grandi privilegi e, tra questi, quello di rifornire di ulivi la chiesa di San Pietro nel periodo pasquale.

Il muro di piazza del Popolo- Scopriamo Roma

Indirizzo: Piazza del Popolo (lato Ferdinando di Savoia)
Zona: Centro storico
Epoca:: XVII secolo


Piazza del Popolo è una delle piazze più famose di Roma. Tantissimi sono i turisti e i romani che vi transitano ogni giorno. Quello che in pochi sanno è che qui è possibile parlare da una parte all’altra della piazza senza urlare. Come? Grazie alla forma concava del muro. 
Mettetevi al centro del muro (quello opposto al Pincio), dove si trova la fontana, mentre l’altra persona si metterà all’angolo dell’estremità. Parlate rivolti verso il muro, e state attenti che nessuno sia poggiato su di esso: sembrerà di chiacchierare a pochi centimetri di distanza.

Serratura con vista- Scopriamo Roma

Indirizzo: Piazza dei Cavalieri di Malta

Zona: Aventino

Epoca:: I secolo d.C. (939 circa)

La piazza dei Cavalieri di Malta, pur trovandosi sul panoramico colle Aventino, non permette di affacciarsi verso il panorama sottostante. Ma la serratura del cancello del Priorato riserva una sorpresa.

Avvicinando l’occhio al foro possiamo infatti ammirare la cupola di San Pietro, perfettamente centrata dal corridoio di siepi del vialetto interno che creano un bellissimo gioco di prospettiva.

La serratura dei Cavalieri di Malta la puoi visitare tramite i nostri taxi City Tour.

Luigi “Gigi” Proietti- Scopriamo Roma

Luigi “Gigi” Proietti non è solo un attore comico e un regista, ma anche un famoso doppiatore (la sua voce ha doppiato Stallone nel primo Rocky, Gandalf ne Lo Hobbit, ha dato voce a la Morte in L’armata Brancaleone, la voce del Genio nella trilogia di cartoni di Aladdin e molti altri ancora) ed è anche un più che discreto cantante.

Nasce col teatro ed è qui che farà la sua maggior fortuna grazie alle sue immense doti di affabulatore e trasformista.

Inizia la sua attività da giovane come cantante e musicista (anche se la sua prima comparsata al cinema la fa che aveva solo 14 anni). Tra il 1964 e il 1968 (Proietti nasce nel 1940) vediamo i primi ruoli importanti nel cinema e l’esordio in tv. Il culmine di questi anni arriva nel 1970, dove si troverà a sostituire Modugno nella commedia musicale Alleluja brava gente.

L’inizio del sodalizio con Roberto Lerici nel 1976, vede la consacrazione a Teatro con i suoi “one-man show” (A me gli occhi, please, Leggero leggero, io, a modo mio per citarne solo alcuni). E’ qui che si scatena la verve artistica, in spettacoli privi di qualsiasi guida registica. Nello stesso anno (1976) esce al cinema Febbre da cavallo, inizialmente flop, è divenuto in un secondo momento un film di culto. Alcune sfortunate trasmissioni televisive porteranno Proietti al declino nel cinema e nella tv (almeno fino all’inzio degli anni ’90), ma ben ancorato e saldo alla guida dei suoi spettacoli teatrali. Nel 1996 si prenderà una bella rivincita televisiva con il Maresciallo Rocca, una serie della RAI iniziata in sordina e che arrivo a competere con i telespettatori del festival di Sanremo.

Nel 2003 partorisce l’idea del Globe Theatre, teatro scespiriano che si trova a Villa Borghese, di cui diviene direttore (e lo è tutt’ora).